Cara Direzione Generale, Innanzitutto, sottolineo che mi piacerebbe poter indirizzare questa lettera ad una persona specifica, ma il "top management" di questa azienda (o e' una rete di aziende? o e' un gruppo? o e' un soggetto risultante da una fusione annunciata di cui non si conosce ne' la ragione sociale ne' la forma giuridica?), il "top management", dicevo, risulta piuttosto mutevole e potrebbe cambiare mentre scrivo. Questa e' probabilmente la ragione per cui la Tua mail non e' firmata da una persona, con nome e cognome, ma da una "entita'". Mi fa piacere di sapere che l'azienda, su sollecitazione del Ministero per lo Sviluppo Economico, acconsenta addirittura a rispettare i suoi obblighi contrattuali nei confronti dei lavoratori, ma mi sembra di ricordare che il rispetto degli obblighi contrattuali, in aziende normali, si potesse dare per scontato. Mi dispiace, invece, di sapere che la causa prima per cui questa azienda non e' in grado di presentare un piano industriale risiede nel fatto di non poter contare su forze "certe" per via della defezione di un certo numero di lavoratori che si opporrebbero alla cessione di ramo d'azienda. Suggerirei di preparare ugualmente un piano industriale (o, meglio, di pubblicarlo, perche' non dubito che esso sia gia' pronto da tempo e non venga rivelato per modestia o ritrosia): le professionalita' ci sono, e se proprio non ci fossero, non sara' difficile reperirle sul mercato. Tra parentesi, segnalo pero' un possibile disguido, perche' mi risulta che neppure i colleghi che non hanno firmato la lettera impugnativa della cessione, abbiano ricevuto gli stipendi di luglio e di agosto. Rilevo poi una lieve contraddizione quando sottolinei che al prossimo incontro presso il Ministero per lo Sviluppo Economico partecipera' anche il Ministero del Lavoro. Ora, per esperienza, io so che il Ministero del Lavoro, in tempi di crisi, interviene quando divenga necessario adottare strumenti piu' o meno "morbidi" di riduzione del personale o comunque ammortizzatori sociali di qualche genere. E allora mi chiedo, ma come? Prima mi dici che sei in difficolta' con il piano industriale perche' non hai certezza di poter contare su tutte le forze, e poi chiedi l'intervento del Ministero del Lavoro, che le forze puo' soprattutto aiutare a ridurle? Non capisco. Infine, ed e' il motivo principale per cui scrivo questa lettera, ci tengo a segnalare che nonostante lo "stato di agitazione" e le spesso insormontabili difficolta' legate al mancato pagamento dei fornitori o all'impossibilita' di produrre il "Documento Unico di Regolarita' Contributiva", gli unici che effettivamente mantengono i contatti con i clienti e cercano, al meglio delle loro possibilita', di salvaguardare i contratti sono proprio gli "agitati" lavoratori di Agile. Sono i clienti stessi a riconoscercelo. Quegli stessi clienti che ci fanno pero' notare che avrebbero piacere di incontrare la "Direzione Generale" di Agile, per sapere in che mani stanno affidando le loro attivita', spesso mission critical, e per avere anche solo un minimo di garanzie sulla continuita' dell'azienda loro fornitrice. Il problema e' che i nostri clienti conoscono bene me, conoscono bene i miei colleghi, ma la "Direzione Generale" di Agile non hanno mai avuto il piacere di conoscerla. E la cosa li sta spazientendo notevolmente. Come sta spazientendo me. Cordiali saluti.