|
La Getronics nel 1998 ha acquisito la Olivetti (Wang Global) e nel 1999 la Olivetti Ricerca raccogliendo così, in Italia e nel mondo, la eredità informatica del gruppo Olivetti. All’inizio del 2000 appena dopo l’acquisizione di Olivetti Ricerca, la Getronics Italia contava su oltre 3000 persone e più di 500 M€ di fatturato. Gli anni immediatamente successivi sono caratterizzati da un calo significativo del mercato dell’Information e Communication Tecnology in Italia ed anche la Getronics subisce cali di fatturato e di margini. 2003-2004 Nel 2003 si conclude un accordo sindacale che prevedeva l’uso di cassa integrazione straordinaria, solidarietà, mobilità breve e mobilità lunga (la Getronics è stata l’unica azienda di informatica in Italia ad usufruire della mobilità lunga). In questa fase il capitale sociale viene dimezzato, da circa 160 m€ a circa 72m€. Dal 20 marzo 2003 il nuovo presidente di Getronics Italia e’ l’ing. Roberto Schisano, che qualcuno definisce “l’uomo giusto, al posto giusto”.
Alla fine di questa fase di ristrutturazione i dipendenti Getronics passano da poco meno di 3000 a circa 1950. Il fatturato progressivamente cala: nel 2004 arriva a 280m€ 2005 A gennaio 2005 viene resa pubblica la decisione di cedere il ramo d'azienda chiamato Desktop On Site Services della Getronics, 250 lavoratori e 70 m€ di fatturato, in pratica il pezzo storico della Managed Services della Olivetti. Il sindacato si oppone, anche in sede ministeriale, a questa cessione perché intravede in questa scelta una chiara volontà di destrutturazione. Si ritiene, inoltre, illegittimo l’uso dell’Art. 47 che regola le cessione di ramo d’azienda. Coordinate da Fim Fiom Uilm nazionali, partono centinaia di cause da parte dei lavoratori ceduti forzatamente. L’elemento che, però, caratterizza in modo determinante questa cessione è un evidente conflitto di interessi di Roberto Schisano. La Alchera Solution, infatti, una delle aziende a cui vengono ceduti lavoratori e fatturato, fa parte del Gruppo Innotech di cui è presidente e membro del CDA lo stesso Schisano. La Alchera Solutions S.p.A., sorta ad ottobre 2004, fa parte del gruppo Innotech S.p.A., il cui Presidente è Roberto Schisano che è anche amministratore delegato e legale rappresentante della Getronics S.p.A. La Innotech S.p.A. è il risultato di un cambio di denominazione sociale di Elios Holding S.p.A. a far data dal 20 ottobre 2004. Roberto Schisano era presidente di Elios Holding S.p.A. La Elios Holding partecipa in modo rilevante e poi acquisisce la Alcione s.r.l., che controlla a sua volta il 10 per cento di Eurocomputers S.p.A. di Roberto Schisano, già interessata al fallimento di OPComputers. Questo tema è stato oggetto di interrogazioni parlamentari, alla Camera e al Senato (vedi allegato). Il 2005 è segnato da una forte conflittualità fra sindacato, lavoratori e azienda. I sindacati denunciano in tutte le sedi la inefficacia del management e scrivono una lettera a Klaas Wagenaar, CEO di Getronics Olanda. Il 9-10 maggio 2005 portano una delegazione di lavoratori ad Amsterdam per incontrare il Consiglio Aziendale Europeo e Klaas Wagenaar. Ma il top management Getronics conferma le scelte fatte e la fiducia a Schisano. Nei diversi incontri col l’azienda, che si tengono anche presso il ministero dell’industria, Schisano & C. continuano a negare l’evidenza e tracciano un quadro positivo dell’azienda. Il 30 Novembre 2005 in sede istituzionale al Ministero delle Attività Produttive Schisano dichiara esplicitamente che la Getronics Italia, nonostante le difficoltà su una grossa commessa pubblica, è fuori dal tunnel, che i risultati del 2005 sarebbero stati in linea con le positive attese e che il 2006 sarebbe stato un anno di crescita e non di contenimento. Con queste premesse Schisano riteneva inopportuno il mantenimento del tavolo istituzionale al MAP chiedendo si spostare la discussione in sede aziendale. 2006 Il 17 gennaio 2006 la Getronics NV (vedi allegato) annuncia, a causa di perdite inattese registrate nelle attivita’ italiane, la DECISIONE DI VENDERE TUTTE LE ATTIVITA’ DI BUSINESS ITALIANE lasciando l’Italia . L’annuncio danneggia notevolmente l’immagine di Getronics Italia verso i propri clienti. Di tale volontà non viene data nessuna comunicazione alle organizzazioni sindacali ed ai rapprentanti dei lavoratori. Pochi giorni dopo la consociata italiana comunica formalmente alla Regione Puglia e al Ministero delle Attività produttive la rinuncia ad un contratto di programma denominato ABSC (Advanced Business Services Center). Il 18 gennaio 2006 le Segreterie Nazionali di Fim Fiom Uilm chiedono al MAP, al presidente della Getronics Olanda ed alla direzione della Getronics Italia di fissare URGENTEMENTE un incontro Il 4 febbraio 2006 il capitale sociale della Getronics Italia passa da 72 M€ a 8,2 M€ senza nessuna spiegazione ufficiale. A quanto pare, l’abbattimento del capitale sociale insieme alla ricapitalizzazione di 55 m€ annunciata il giorno precedente, serviranno a ripianare il debito del 2004 e 2005. I sindacati denunciano l’accaduto ai più alti livelli istituzionali ed ai mass media e chiedono un immediato confronto presso il MAP. In concomitanza con l’incontro al Ministero dell’industria del 14 marzo 2006 i lavoratori si mobilitano effettuando uno sciopero di 8 ore con manifestazione a Roma sotto la sede ministeriale. Nell’incontro di aprile 2006 al MAP (Ministero delle Attività Produttive), il Sig. van Munster della Corporate e il Sig. Mazzantini, nuovo Direttore Generale, si impegnano a discutere con Governo e OO.SS. prima di qualsiasi decisione di vendita. Alchera, una delle società verso cui era stata esternalizzata gran parte dell’assistenza on site Getronics, fallisce. Il 19 maggio 2006 due comunicazioni ai mercati (una di Getronics e l’altra di Eutelia) annunciano la vendita (per 1 euro) di Getronics Italia a Eutelia, Società di Arezzo (famiglia Landi come azionista di riferimento) di gestione di servizi telefonici con 650 dipendenti e nessuna presenza nell’informatica; la forma scelta è la cessione di ramo d’azienda con acquisizione da parte di Eunics, società costituitasi dopo il 19 maggio con il 35% in mano a Eutelia e 65% a Finanziaria Italiana (anche questa aretina e legata alla famiglia Landi). Consapevoli del fatto che la cessione di Getronics Italia ad Eunics non fornisce ai lavoratori sufficienti prospettive e garanzie, il 21 giugno 2006 viene organizzata una manifestazione di fronte a palazzo Chigi. Una delegazione di lavoratori e sindacalisti, ricevuta presso la Presidenza del Consiglio, chiede la ripresa di un confronto serio per discutere le prospettive di Getronics Italia e la sospensione della procedura di acquisizione. In quella sede le parti imprenditoriali aderiscono all’invito del Governo a riprendere i negoziati sospendendo i tempi della procedura di acquisizione. Normale la soddisfazione di sindacati e lavoratori registrata dal comunicato del 22 giugno. Nonostante gli impegni presi con la Presidenza del Consiglio il 23 giugno 2006, le aziende portano ugualmente a termine la procedura di acquisizione della Getronics da parte dell’Eunics. Nel passaggio ad Eunics i lavoratori Getronics non vengono liquidati e perdono subito la possibilità di usufruire del Fondo di Solidarietà Olivetti (il cui statuto non prevede l’estensione del Fondo alle aziende cedute) Getronics Italia viene acquisita da Eunics con un fondo cassa di 47 mln di € che contiene essenzialmente liquidazioni di tutti i dipendenti. Il 27 giugno 2006 gli on.li Migliore e Zipponi rivolgono al ministro dello Sviluppo Economico Bersani una interrogazione a risposta immediata durante la seduta n.014 della Camera, chiedendo la ripresa delle trattative finalizzate a dare garanzie sul mantenimento di tutti i livelli occupazionali e sul rilancio dell’attività produttiva ed industriale. Fallimento Alchera: Eunics si dichiara disposta a riassumere i dipendenti Alchera in mobilità, alle stesse condizioni economiche, ma chiede la revoca delle azioni legali in corso (2006 06 26a.pdf 2006 06 26b.pdf) Il 4 luglio il ministero dello sviluppo Economico convoca per il giorno 13 luglio azienda, sindacati e istituzioni locali per discutere la vertenza Getronics-Eunics. Il 13 luglio si tiene presso il Ministero dello Sviluppo Economico il previsto incontro fra Ministero, azienda e sindacati. Eunics si impegna a riassumere i lavoratori Alchera attualmente in mobilità alle stesse condizioni contrattuali precedenti alla esternalizzazione. Relativamente al contenzioso legale in corso fra i lavoratori ed Alchera-Getronics, Eunics aveva posto come condizione per la riassunzione la rinuncia a proseguire l’azione legale e l’accettazione incondizionata di una quota economica di circa 700€, da parte di ciascun lavoratore. Si decide che il contenzioso sarà risolto esclusivamente fra i legali dei lavoratori e quelli di Alchera-Getronics entro mercoledì prossimo. Relativamente al FSI permane la condizione di stallo. In merito al futuro di Eunics, il vicepresidente Isacco Landi non ha illustrato un piano industriale ma solo delle linee guida di carattere generale, in altre parole delle “pie intenzioni” per il momento non suffragate dai necessari dati numerici. Viene confermato il fatto che nella quota di 47mln di € che Eutelia ha “trovato” nelle casse di Getronics Italia sono inclusi i TFR dei dipendenti. L’eventuale rilancio di Getronics Italia sarà dunque effettuato con i soldi degli stessi lavoratori senza che questi facciano parte del consiglio di amministrazione di Eunics. “Tutto normale” assicura l’addetto del ministero dell’industria “… le aziende italiane fanno tutte così”. Eunics si impegna ad avviare normali relazioni sindacali dopo le numerose azioni unilaterali effettuate da un mese a queste parte e si impegna anche a formulare un credibile piano industriale da presentare al prossimo incontro. Nel dicembre 2006 Eunics acquisisce la Bull Italia, altra azienda non proprio florida del panorama ICT italiano: sfugge a tutti la strategia industriale del gruppo Eutelia. Sul piano delle relazioni sindacali e nei rapporti con i lavoratori, la direzione Eunics assume comportamenti decisamente "populisti":
2007 All'inizio del 2007 le relazioni sindacali con Eunics diventano estremamente critiche, anche sul piano "mediatico". Fim, Fiom e Uilm nazionali arrivano così a denunciare l'azienda per comportamento antisindacale, denunce poi ritirate a seguito di un'ipotesi di accordo costruita in un incontro del 16 febbraio. E' degli inizi di febbraio la dichiarazione, rilasciata dall'AD di Eutelia alla stampa finanziaria, circa la possibilità di distribuire agli azionisti un dividendo straordinario di 25-30 mln di euro a fronte dell'anticipata incorporazione di Eunics in Eutelia. La dichiarazione tuttavia non viene ufficializzata nel corso dell'incontro al Ministero dello Sviluppo Economico del 28 febbraio. Durante questo incontro l'azienda dichiara di aver quasi ripianato il deficit tendenziale e si dichiara disponibile a dare l'avvio a "normali" relazioni sindacali. Le parti concordano anche che tutti i lavoratori di Eunics confluiranno nel nuovo fondo Eunics e che tale fondo avrà le stesse performance del vecchio fondo Olivetti, ormai "morente". L'ipotesi di passaggio al nuovo fondo Eunics viene sottoposta al voto dei lavoratori che approvano. Gli incontri fra azienda e sindacati tenuti fra metà aprile el'inizio di maggio 2007 non producono i risultati sperati poichè l’azienda tenta di stravolgere il contenuto dell’accordo del 16/2 sul Fondo. Mentre il tavolo nazionale di trattativa non riesce a sbloccarsi l'azienda continua a licenziare ed a sospendere i lavoratori. Il 15 maggio il sindacato nazionale chiede l'immediata revoca di tutte le sanzioni disciplinari e, in segno di protesta, si ritira dal tavolo delle trattative. A questo punto parte massiccio l'attacco dell'azienda direttamente ai delegati sindacali. Molti delegati (da Bari, da Roma, da Pregnana Milanese, etc.) vengono trasferiti, senza l'accordo delle sigle sindacali di appartenenza (come prescritto dallo Statuto dei Lavoratori) forzatamente ad Arezzo a svolgere dubbie attività di formazione professionali. A fine maggio parte il primo dei tanti ricorsi per comportamento antisindacale, ad opera della Fiom-CGIL di Milano, che contesta all'azienda l'invio ad Arezzo di uno dei propri delegati sindacali. L'azienda, contrariamente alle leggi e disposizioni vigenti inerenti l'acquisizione di aziende, non riconosce i delegati RSU RSA ed RLS della ex Bull PC Station e non riconosce loro i permessi sindacali. Cerca inoltre di bloccare la comunicazione fra RSU e lavoratori attraverso: il sanzionamento disciplinare dei delegati che inviano ai lavoratori email di contenuto sindacale (attività fino ad allora mai contestata), il blocco della navigazione dalla rete Eunics sul sito del Coordinamento Sindacale Nazionale e sui siti nazionali di Fim Fiom e Uilm, il blocco della spedizione e della ricezione di email da una serie di domini sindacali. A inizio luglio il primo ricorso ex art.28 di Milano viene vinto dal sindacato ed il giudice ordina il reintegro immediato presso la sede di Pregnana Milanese del delegato inviato ad Arezzo in formazione. L'azienda, oltre a non rispettare questa sentenza, licenzia un altro delegato sindacale di Pregnana Milanese. La cieca arroganza dell'azienda sembra non avere più limiti. HomePage |